Il Portale La Società Ness di Cornaredo propone da oggi una nuova iniziativa: nulla a che vedere con informatica e tecnologia, ma uno Spazio di incontro Virtuale, un piccolo salotto, dove esporre le nostre abilità e mettere in comune opinioni e conoscenze.
 9 marzo 2010     -    VISITATORE N° 77223 Home Società Servizi Prodotti Partner Contatti


 
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   Il racconto La bicicletta di Piccolo
La famiglia di Piccolo viveva in una grande città. La loro casa era un appartamento, tre stanze più una piccola cucina e il bagno, al quinto piano di un condominio dove di appartamenti così, o un po’ più piccoli o un po’ più grandi, ce n’erano tanti. La mamma e il papà di Piccolo avevano scelto bei mobili per la loro casa e la cameretta di Piccolo era bella e colorata: Piccolo ci stava bene, in quella casa. Stava bene anche insieme al suo papà e alla sua mamma e con la nonna, che stava con lui di giorno, quando la mamma e il papà di Piccolo erano fuori a lavorare. Piccolo a volte usciva con la sua mamma o con la sua nonna: andavano a comprare il pane dal panettiere o il latte dal signor Rolando, il lattaio, dove la mamma comprava anche qualche caramella per Piccolo. Se il tempo era bello, Piccolo poteva giocare ai giardinetti, dove c’erano: uno scivolo, che però faceva un po’ paura a Piccolo, delle altalene e tre dondoli, a forma di rana, di aereo e di moto. A Piccolo piacevano molto quei giardinetti, perché ci venivano a giocare anche altri bimbi come lui o più grandi o più piccini. Si sentiva molto libero e meno solo di quando giocava sul tappeto di casa. Quando però il tempo era brutto, Piccolo usciva solo per necessità: se la mamma lo portava dal dottore per la visita periodica o se proprio lei doveva uscire e non sapeva a chi lasciare Piccolo. E in quella città, il tempo spesso era brutto. Pioveva per tanto tempo e d’inverno c’era la nebbia e, a volte, la neve: allora Piccolo guardava i programmi per bambini alla televisione o giocava sul tappeto del salotto, mentre la mamma cucinava. La nonna, invece, gli leggeva tante storie su libri grandi e pieni di figure colorate. Mamma o papà gli leggevano una storiella alla sera, sempre, dopo che Piccolo aveva indossato il pigiamino e si era infilato sotto le coperte. Così Piccolo si addormentava rimuginando sulla storiella. Piccolo era felice: si sentiva protetto e coccolato e gli sembrava bello vivere così. Anche la sua città gli sembrava bella e certo non pensava si potesse vivere in modo diverso. Aveva vaghi ricordi di essere stato quasi nudo sulla sabbia e aver fatto il bagno in una grande acqua salata e fredda che mamma e papà chiamavano mare. Però sapeva che il suo mondo non era quello, ma la casa in città e i giardinetti e la via dei negozi dove si passeggiava per comprare i vestitini nuovi. (continua...)
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